sabato 7 settembre 2013

"Amore, vai tu a far spesa?"

 
"Umph, vabbbeeene"
 
"Fai anche la lista?"
 
"Adesso la faccio"
 
 
 
 
 
 
cinque minuti dopo:
 
 
"Amore, hai fatto la lista?"
 
"Fatta, adesso vado"
 
 
 

 
 
 
 
eccola qui:
 

domenica 28 luglio 2013

Oliver



Quando esci col cane, almeno una volta al giorno ti senti chiedere "posso accarezzarlo?", cosa che va bene se il pelomunito è come Oliver:


ma  la quantità minimo sindacale di materia grigia imporrebbe di non concepire nemmeno la domanda per una roba del genere:




Però, essendo che molti cervelli pensano che stare in una teca  significa che sono un reperto da museo e quindi non devono più lavorare, è stata da tempo intrapresa questa iniziativa,  in pratica se il cane ha le balle in giostra (e come fa a non averne, l'immagine scelta per spiegare il progetto è il campionario delle sfighe canine:  

)
basta mettere un fiocco giallo al guinzaglio, per segnalare che è meglio stare distanti.

Lo farei anche con Oliver, lui non gradisce troppo gli altri maschi, a meno che.
A meno che non abbiano quel buon odore da sexi dog.
E allora altrochè non gradirli, non li molla più.
E' imbarazzante vedere un nano ingrifato che ambisce a zone ben delimitate dell'altro suo simile, ma non ci arriva e quindi si avvinghia alle zampe posteriori copulando poi con la prima zolla di terra a disposizione.

 
Ha una passione sconfinata in particolare per il cane di mia sorella, che è stato sodomizzato per tutta la scorsa settimana, mentre ero dai miei.
fingo indifferenza


molta indifferenza



 
ma prima o poi l'acchiappo
 

eccome se l'acchiappo











Il piccolo cardiopatico si è fatto le colline con pendenza novantamila per cento c-o-r-r-e-n-d-o per inseguire il suo amore 



























 perdendosi pure nell'erba alta più di cinque centimetri.






 



Erba che naturalmente gli crea irritazioni cutanee a vario titolo, così come tutte le scatolette che costano meno di due euri e novantanove , quindi lo nutriamo con crocchette di diamante (l'ingrediente deve esser quello, visto il prezzo), patè di quagga e capra dei Pirenei.
Pertanto, appena sono arrivata a casa dei miei ho trovato ad aspettarmi un paio di scatoloni dell'Esercito della Salvezza (papaemammà) con cibo e medicine per Oliver, che altrimenti mi risucchiano mezzo stipendio al mese.
Ne ho per un bel po', fino a quando cioè non mi inventerò un'altra scusa per tornare a casa dopo aver tarmato almeno per sei settimane su quanto sia delicata (ed economicamente devastante) la bestia.



Peccato che da oggi, la bestia non ci sia più.
Se ne è andato così, stamattina, si è accasciato fra le mie braccia e poi non si è più rialzato, mentre lo stavamo portando in montagna per farlo stare un po' al fresco.
Se ne è andato mentre io e Lui accarezzavamo il suo corpicino diventato molle ed inerte, e ci guardavamo increduli come due imbecilli, nonostante sapessimo che il suo cuore era, ed era sempre stato, un problema.
Se ne è andato senza apparente sofferenza, tanto è vero che i miei mi avevano regalato solo una settimana fa uno scatolone di cibo da sfamarlo per mesi, cosa che non avrebbero ovviamente fatto se lo avessero visto in condizioni critiche.
Se ne è andato senza finire in coma, senza un lamento, senza agonia, avendo fatto solo poche ore prima il suo pasto normale e le sue passeggiatine, con tanto di abnorme, as usual, caccone.
Se ne è andato, fregandoci, così.

Sapevamo che sarebbe accaduto, prima o poi.
Ma noi contavamo su quel "poi" (anche perchè stava bene).

Niente più Oliver ad attendere il mio rientro dal lavoro, scodinzolando con tutto il sedere appena metto piede in casa, niente più Oliver da coccolare la sera, sedendomi per terra e non sul divano a meno che sul divano non ci si metta lui, niente più passeggiate alla ricerca di angoli nuovi da spisciazzare, niente più naso-contro-naso e soprattutto "sentiamo chi ha l'alito più fetente stamattina".
Niente più Oliver, e quando porti in cantina ciotole, copertine, cappottini, cestine per la nanna, tappetini, giochini, antipulci, guinzagli e pettorine ti rendi conto di quanto quella casa fosse abitata ed arredata da lui.
E ti manca, da morire.

So che adesso sta meglio di prima, che è andato via nel migliore dei modi, che è stata amato con tutto l'amore possibile fino alla fine, che forse non aveva più nulla da imparare qui  e quindi ha deciso che era arrivato il suo momento, so tutto questo, ma ora come ora non mi interessa. Lo rivorrei qui, ancora per un pochino, per grattargli la pancia stasera, e sentire come prima cosa al mattino la sua coda entusiasta del fatto che ti sei svegliata e ricomincia quindi  una giornata meravigliosa.

E non venitemi a parlare del ponte.
Ne ho le palle piene del "ponte".
Mi fa piangere leggerla anche se non ci sono funerali all'orizzonte.

Figuriamoci adesso.

Ma io un giorno a quell'arcobalengo so cosa farci.
Io lo mino, quel cacchio di ponte, lo mino.
Da ambo i lati.
Perchè se non esistesse, data la ferrea logica che mi pervade in questo momento complicato, nessun Oliver dovrebbe morire.


 
Mi manca, tantissimo.










Comunque non scrivo  stupidaggini tipo "sii felice e pisciola ogni angolo del paradiso", mi par banale ed inutile, ma alla prossima pioggia avrò qualche sospetto:



Ciao Oliver, buon viaggio.





venerdì 21 giugno 2013

Ctrl+Alt+Canc

 
Le mie competenze informatiche si limitano ad "accendespengi".
(Spengi. Proprio "spengi")
Non vado oltre perchè se ci provo riesco ad incasinare files di cui nemmeno Microsoft conosce l'esistenza.
 
La premessa è necessaria per spiegare il motivo per cui questo brano mi ha coinvolta profondamente, forse per la prima volta da quando ero* adolescente e ascoltavo She's the one e When you say nothing at all (Pausa. Vado a vomitare e torno).
 
 

Poi ditemi che anche voi non vi immedesimate nelle sensazioni evocate della canzone**.
 
video






* "fui". Qui ci starebbe grammaticalmente bene il "fui"

** Modugno,  non te la prendere. Questa è carina, la tua è insuperabile.

lunedì 17 giugno 2013

I pantaloni obiettivo


Pantaloni: ‹pan·ta·ló·ni› - s.m.pl. - Indumento che riveste il corpo nella parte al di sotto della cintura, prolungandosi separatamente sulle due gambe, fino al collo del piede.

Pantaloni obiettivo: ‹ghnn·gnhh·gnn!·nonentrano› - s.m.pl. - Indumento che non arriva manco al polpaccio causa ridotte dimensioni del tessuto di cui è composto . Di solito si rompe a livello gluteo, tanto per dare il colpo di grazia all'autostima. Rientra a pieno titolo nelle promesse per l'anno nuovo, alla voce "entro maggio me li infilo".



Vorrei conoscere qualcuna che non abbia i pantaloni obiettivo nell'armadio.

Sono abbastanza sicura che a scavare un po' più a fondo avrebbero trovato perfino quelli di Lucy.


"Bene, adesso mi entrano".


I miei sono un paio di jeans taglia 38, acquistati saggiamente dopo una devastante influenza intestinale, che mi aveva sotterrata sotto le coperte per dieci giorni con conseguente perdita di liquidi, peso e cervello.

Non capisco neanche perchè li abbia comprati, sapevo che non sarebbe durata.
Ma vuoi mettere l'emozione di averli nell'armadio???
Ogni tanto li guardo con nostalgia, (e li sento distintamente dire nun ce provà ), così come ammiro con lo stesso sentimento tutto ciò che sta sotto la 42 ed è appeso nel mio guardaroba (e rimane saldamente incollato alle grucce, senza pericolo di essere indossato).
Nonostante tutto, ogni tanto ho pure l'ardire di provarmi quegli indumenti, nella salda consapevolezza che già "mi sento meno gonfia" perchè "ho saltato la colazione".



Non so quale delle due: provare nei miei confronti tenerezza per la disarmante ingenuità o provare nei miei confronti a prendermi a sberle per la conclamata idiozia.



domenica 9 giugno 2013

Raidue riuaind


"Rai2 Rewind" suonerebbe anche bene, ma il senso rimane: "nonostante la piallatura testicolare che dura da gennaio a marzo per ricordarvi del tributo più idiota del mondo - il canone -  che dovrebbe garantire inchieste, cultura e spettacolo, siamo riusciti a perdere da una vita i diritti sul calcio - però abbiamo comprato quelli del campionato brasiliano (sic!!!) -, l'esclusiva sulla Formula1,  usiamo le antichità micenee illuminate a giorno (cfr. Paola Ferrari) per fare commenti da bar GaiaVecchiaia sul campionato, non trasmettiamo Gosth due volte all'anno solo perchè se lo è aggiudicato Canale5 ( e questo ci addolora parecchio), abbiamo teche ricchissime ed inesplorate ma tali vogliamo che rimangano eh sì,  non abbiamo soldi per comprare altre serie e quindi vi deliziamo in prima serata con  episodi così vecchi che i cellulari usati dagli agenti dell'FBI sono gli Startac".

La Rai ha qualcosa come quindici canali solo televisivi, possibile che l'offerta spazi da repliche di ER dell' epoca in cui George Clooney era ancora maschio alla messa in onda di Lasko, il monaco spaccatutto????

E vabbè, uno pensa "ci hanno provato, con pochi soldi, a tirar fuori un palinsesto decente" ma poi uno - lo stesso di prima -  si imbatte per caso in una intervista di tal Giorgio Buscaglia, grande mente e demiurgo del tubo catodico, il quale se n'è uscito con:

"...e infine una scommessa: proporremo la prima stagione del fantasy La spada della verità (Legend of the Seeker,  già andata in onda su Sky con scarso successo).  Forse è un azzardo, ma vedremo cosa accadrà…”



Buscaglia, per piacere: o cambi spacciatore, o cambi mestiere.








martedì 4 giugno 2013

E infatti ho pensato "ma guarda te che illustrazioni carine fanno adesso sugli atlanti di anatomia per spiegare la lordosi"







e poi scopro che è un bozzetto di Armani.



Capisco che la moda ci voglia tutte mucchi d'ossa scricchiolanti col sedere piallato come il tavoliere delle Puglie, ma che adesso ci si debba muovere anche come punti interrogativi col baricentro esterno, mi pare un po' troppo.

sabato 4 maggio 2013

Oggetti smarriti


"Dov'è????"

"Dov'è cosa?"

"Dove me lo hai messo?"

"Ma cosa?"

"Era qui"

"Qui? Non c'è nulla"

"Lo vedo che non c'è nulla"

"Magari lo hai messo da qualche altra parte"

"Era qua"

"Non ho toccato niente!"

"Impossibile, da qualche parte deve essere"

"Ma cosa???"

"Come cosa, il coso, il portacoso"

"Il portapillole?"

"No, il porta..."

"Portapenne?"

"No, ma dai, come si chiama, il porta..."

"Il portafoglio?"

"Mhno, il...."

"Il portatile? Il portauovo?? Il portasapone???"

"Mgnth 'naggia..."

"Che vuoi, il portavalori? Il portalettere? Il portaborse? Non capisco!"

"Ma dai, quello che ho sempre con me, il porta.."

"Il porta?..."

"Ah ecco, il portapazienza, devo averlo perso insieme a tutto il suo contenuto."








E' un momento complicato.

Ma quantomeno,  adesso Lui è avvisato.  




 


giovedì 2 maggio 2013

Primavera: bentornato Ormone


"...Amore?"



"Mphmgn??"



"Trombiamo?"




"Solo se stai sopra tu"



"Uh. Fatica. Facciamo che allora no"







E meno male che questo periodo è noto per essere "il risveglio della Natura".




mercoledì 24 aprile 2013

Outflirt


 Mia madre, essendo nobile d'animo, finge di non vedere che sparisce sempre qualcosa dal suo armadio ogni volta che torno a casa.
L'ultimo bottino consisteva in una camicia bianca.
Cioè, nella mia ignoranza era una semplice camicia bianca.

Una satanica collega mi ha placcata nel corridorio neanche fosse Sergio Ramos, e guardandomi fisso negli occhi ha detto "Opfhuau! Ma io A-M-O la Georgette!"

Per la cronaca anche io sono contro l'omofobia, volevo dirle che ero felice per il suo coraggioso outing, che non vedevo l'ora di conoscere questa Georgette, finchè ho realizzato che io, Georgette, la stavo indossando.

Pare sia la roba di cui è fatta la camicia, o qualcosa di analogo.
(Perdonami Ivsanloran, perchè non ho la più pallida idea di quel che dico).

"O è crêpe de chine? Ma guarda che rouches!!* Fantastico il tuo outfit, oggi"

Primo, guarda il labiale: si chiama "camicia".
Secondo, enzo, per piacere, esci da questo corpo
Terzo, o ti sottotitoli, o traduci tutto quello che hai detto.


Mi è bastato indossare un giorno una camicetta di mia madre per non passare inosservata.

Ciò che comunque mi ha sorpresa non è stato l'indubbio gusto materno per il vestiario, tutto ciò che lei ha nell'armadio potrei metterlo io** senza sembrare démodé.
Quel che mi ha stupito è la provata trasparenza della camicia.
Mia madre, mia madre, aveva un'invidiabile collezione di camicette trasparenti, tailleur, sottovesti di pizzo, che solo ora realizzo indossava quotidianamente.
Per dire oggi, mentre parlavo con un collega, ho notato la sua espressione da Cappuccetto Rosso che dice al lupo" Ma che occhi grandi che hai!", solo che non si trattava degli occhi.
E se penso che mia madre somigliava terribilmente a Capucine, nel viso, nell'eleganza, nel portamento, e soprattutto nel fisico,

non ho naturalmente preso una beneamata minchia da lei: tutta mio padre


mi sa che ci sono molti aspetti della sua vita che per la mia sana e buona educazione ha tenuto debitamente nascosti, ma sarebbe interessantissimo conoscere.






*dopo dieci minuti ho capito che non c'era alcun "signor Kerusc". Ma l'ho dovuto cercare su Wikipedia.

** se solo ci entrassi

martedì 16 aprile 2013

Hic manebimus optime








Questo messaggio mi è stato recapitato da parte delle mie celluline adipose.

Che tenerelle.


martedì 9 aprile 2013

La Kathymutazione


Sono fuggita a casa per le vacanze di Pasqua, espressione che non usavo più da quando ho finito il liceo (non uso il passato remoto per clemenza).
Quest'anno ne avevo bisogno, nonostante non fosse trascorso molto tempo dall'ultima volta che ero tornata dai miei (tecnicamente per votare, ma più che da un impeto di democrazia attiva ero mossa dalla voglia di rivedere lammmmammma).

Perciò Gli ho lasciato la casa da pulire, le cose da lavare, le cose2 da stirare, il frigo vuoto, il cane da portar fuori, mezza tacca di benzina nella mia auto così che se la prendeva almeno era costretto a passare dal distributore.
E mi sono rilassata a casa.


Anche troppo.






Sono partita con la sensazione di essere come Katy Perry












e sono tornata con la forma di Kathy Bates.
Tutto questo perchè mia madre ha il mestolo assassino e cucina da dio; riesci a dire "no" dopo il quinto piatto di patate e carciofi: prima, l'impulso neuronale "smetti di mangiare culona" parte dal cervello e non arriva al cucchiaio.



E ora che sono tornata al lavoro, posso dire d'aver tirato fuori la mia reale essenza grazie alla totale Kathymutazione:






Temo che però il sopraciglio alzato, senza martello, non si a sufficiente per esprimere tutti i pensieri che frullano in testa.


sabato 6 aprile 2013

Vi prego

 
 
 



ditemi che questa è la campagna promozionale per l'aggiornamento di photoshop.

Che quel sedere lì è umanamente e scientificamente impossibile.

Che è come un'incisione di Escher:

 
 
apparentemente plausibile, ma non ti tornano mai i conti dei gradini.





(altrimenti, fatemi sapere quali combinazioni Ctrl + ?  riescono a stimolare-drenare-ridurre in quel modo)

giovedì 4 aprile 2013

"Che te"




"che te, quando ci hai avuto le figlie, ne hai fatta una e hai buttato via lo stampo"

e meno male che l'ha notato, mia sorella ha gli stessi modi gentili di Madame Brutal

"perchè guarda come sono diverse"

l'inaspettata visita dell'amica di mia madre, che ha pure colto me e mia sorella a casa per le vacanze di Pasqua, mi sta dando soddisfazioni

"cioè, la tua prima è carina"

ma

"ma la seconda...scusa neh, ma guarda che gioia fa venire solo a guardarla, è proprio bella"


IO




"con quel viso pacioccone. A quell'altra dai da mangiare? Cioè, è secca come un chiodo, invece guarda questa, la seconda. E' così bundusa. Insomma, guarda com' è più sana, che almeno non si vedono tutte le ossa"



Vince chi indovina chi, tra me e mia sorella, è la secondogenita.








lunedì 1 aprile 2013

Caro Dio

Quanto mi piace pensarlo così





Egregio Signor Signore,
con la presente desideravo scusarmi per aver negli ultimi tempi disertato la Sua mensa, ma la dieta è dieta.


Come avrà comunque potuto piacevolmente notare, nell'ultimo periodo mi sono profondamente adoperata per trovare il divino che regna  in me stessa; quantunque abbia scoperto con disappunto che il Dio che mi alberga rassomiglia più ad un Buddha che a qualsiasi altra manifestazione di  filiforme spiritualità.




Con l'usuale ironia che poi contraddistingue molte delle Sue sante pensate, mi hai giustamente messo a fianco un uomo che di mestiere fotografa chiappe rinsecchite e ossa ambulanti, e gli piacciono pure.
Grazie.
Se dietro a tutto questo c'è un  piano per la mia evoluzione spirituale, sappia che funziona poco.

Mangiare continua a piacermi.
Molto.

E non si può non celebrare il cibo, quello buono, e  da parte di chi ha sposorizzato frasi come: "Si può forse mangiar ciò che è insipido, senza sale? C'è qualche gusto in un chiaro d'uovo?" (Giobbe 6:6) mi aspetto totale comprensione.

Per quanto sui Suoi gusti avrei un po' da obiettare ("Di questi potrete mangiare: ogni specie di cavallette, ogni specie di locuste, gli acridi e i grilli." Levitico 11:22), io aspetto ancora con ansia di trovare su GoogleMaps le indicazioni stradali per "la terra dove scorrono latte e miele" (Esodo, 3,8), perchè trovo entrambi sufficientemente goduriosi.
E mi vanto pure d'essere abbastanza immune alle Sue minacce, finchè si limitano a cose tipo "il suolo (...) spine e cardi produrrà per te" (Genesi, 3,17-18): sappia che cospargerei la Sua Santa punizione di  grana e la sbatterei in forno: viene buonissima.

Dal momento che ultimamente l'ho fatto poco, mi preme ringraziarLa  di cuore per avermi dato una buona bocca per gustare il cibo, una famiglia che mi ama, un amore che guarda i sederi delle altre però poi palpugna ostinatamente il mio, un lavoro, una salute decente, una vita senza troppi intoppi; grazie, perchè delle molte vite che mi potevano capitare, questa non è poi tanto male.


La ringrazio perchè sono consapevole che per quanto possa darmi da fare, una buona base di partenza e una discreta dose di culo sono essenziali.
Da ultimo, se è vero che, come si dice "nelle Tue mani è la mia vita", le chiederei solo di conservarmela sempre così, e di non applaudire troppo spesso.

lunedì 25 marzo 2013

Brevi note su cosa non dire quando la vostra donna esclama:"Guarda amore, mi entrano di nuovo i vecchi jeans!"


"Ma li chiudi?"
Se si abbottonassero la frase sarebbe: "Guarda amore, mi entrano di nuovo i vecchi jeans e riesco pure ad allacciarli !"
Tirarli fino in vita aiutandosi con le brugole dell'Ikea non significa chiuderli, ma è fondamentale ignorare le patte aperte per la buona riuscita della vita di coppia.


"Eroici"
Detto guardando i pantaloni.
L'accessorio "Sprezzo del pericolo" dimostrato infagottando il culone è  in dotazione da alcune taglie in giù. (che vengono indossate per provare l'ebbrezza di dire "entro in una 42*!" Fa niente se poi sembriamo sponsorizzate dalla Sagra della Salamella Annodata Stretta)



"Mi pare ti stringano"
Certo che stringono. Il blu delle labbra ne è una prova.




"Mi pare ti stringano parecchio"
E' una tua intuizione, o sarà che mi muovo come C3-PO col cavo infilato nel posto sbagliato?
 






"Ci esci mica, con quelli lì?"

Se mi fossi messa sull'uscio a braccetto dell'intera squadra dei Chicago Bears
non avrebbe avuto la stessa reazione offesa.

Per niente. Anzi.


"Ma respiri?"
No.
Vedi sopra.



"Mi sembrano fuori moda"
Sono due anni che li guardo latitare nell'angolo più buio dell'armadio.
Per questo motivo, indosserei anche le maniche alla Lady Oscar, pur di provare che ho perso peso.


"Beh dai"
Ecco.
"Insomma"
Dai che ci scappa il complimento.
"Da qui in giù - polpacci - ti stanno anche bene"
Questo rimane l'apprezzamento peggio riuscito da quando Adamo disse ad Eva "non c'è nessuno come te nell'universo".





*MAGARI.

sabato 23 marzo 2013

Ah, week-end.


 Quando al venerdì esco dal lavoro saltellando, sono la manifestazione concreta che anche nel ventunesimo secolo  la storia de "la donzelletta vien dalla campagna" ha un suo perchè.


Poi ci penso bene e mi dico: ma chi voglio coglionare?

"Sabato", nella corrente accezione, significa: pulire la casa, fare la spesa per la settimana, lavare, stirare, cucinare perchè durante gli altri giorni cucina la Creatura e si sentirebbe poco amato se non ci pensassi io almeno quando sono a casa, portar fuori Creatura2  (l'altra, quella con più pelo)


 
 
e sporadicamente fare quei lavori scemi tipo sbrinare il frigo o rivoltare i materassi che per qualche cabalistica ragione toccano sempre a me.
 
Perciò, quando mi ha detto "cosa conti di fare questo fine settimana?" ho pensato che era da troppo tempo che la casa la pulivo io e la spesa la faceva Lui, quindi gli ho risposto "conto di andare al supermercato e lasciarti fare le pulizie settimanali".
 
Ho visto distintamente nei suoi occhi:
 
 
 
 
 
e poi mi ha confessato che sperava non avessi progetti particolari in quanto"ci sarebbe Emme che mi ha chiesto una mano per il trasloco."
 
 
Emme ha un nome che finisce ovviamente con la lettera "A".
E non è Mandrea.
 
Emme abita a trecento chilometri da qui.
Emme deve tornare qui.
Trecento più trecento fa seicento.
Chilometri.
Per darle "una mano".
 
Emme ha quattro (quattro) fratelli automuniti.
 
Ma l'ha chiesto a Lui.
 
"Se ti fai seicento chilometri per una tipa + pacchettamenti+ carico + scarico dimmi almeno che te la sei trombata una volta nella tua vita"
 
L'ironia gli è scivolata addosso, ma ha ben colto il fatto che, oltre ai chilometri da fare, c'era tutta la questione dei pacchi e del caricare (e scaricare) su una macchina (la Sua, oltretutto) un paio di anni di vita di una donna. E relative scarpe, vestiti, libri, oggetti d'arredo, eccetera.
Deve essersi sentito l'omino della Zalando.
 
"Pronto, emme? Sono davvero mortificato ma mi sono ricordato che devo consegnare un progetto entro lunedì. Mi toccherà lavorare tutto il fine settimana. Oh sì, non sai quanto mi dispiaccia non poter venire da te. Magari però prova a sentire i tuoi fratelli".
 
Comunque, la casa l'ho pulita io.
 
 

 

 


mercoledì 13 marzo 2013

Se scoprissi che il vero nome del mio medico è Crudelio del Mona non mi stupirei più di tanto.


Il medico che assiduamente frequento nell'ultimo periodo è laureato a pieni voti e specialista in punizioni.

Vediamo, quasi quasi le cambio la dieta.
Ma sì, veh.
Cambiamo la dieta, sarebbe anche ora.

Segue personale moderata reazione:






Bene, allora.
Cosa le avevo dato per colazione?
Ah sì, un mirimillo di latte.
E un pignolo di cereali senza zucchero.

Manteniamo.

Per pranzo?
Un minimetto di pasta.

Manteniamo.

Per cena cosa c'era, le proteine, vero?
Guardi, mi azzarderei a dire che può mangiarne una dose leggermente maggiore.

Segue contenuta manifestazione di gratitudine:




Però sarebbe opportuno introdurre una piccola ulteriore variante.

Dimmi che mi premi.
Dimmi che mi lasci il biscotto post cena.
Ti prego.
Sono cinque mesi che non chiudo degnamente la giornata.
Un biscotto, mica ripieno, mi bastano i ColussiMestizia, quelli da prima colazione, uno, per il gusto.

Facciamo che alla sera non mangia più carboidrati.
No, nemmeno quell'ombra di crackers fatti d'aria che le avevo concesso prima.
Dovrebbe così stare più leggera e dormire meglio.
Vedrà quanto sarà soddisfatta dopo un mesetto, con questo regime.


Ah beh.
Bene.
Sto ai carboidrati come Rocco Siffredi alla castità.

E dire che associavo il termine soddisfazione ad un vigoroso e meritato rutto post prandiale.
Poco femminile, ma molto, molto intenso.



mercoledì 6 marzo 2013

Post futurista


Ore cinque e quarantacinque: drin.
Ore cinque e quarantaseri: ridrin.
Ore cinque e quarantasette: UHAAAAAA!!!!   
(E' il suono della seconda sveglia. Ho saputo che la sentono fino a Baghdad)

Ore poco prima delle sette molto variabile: Brum Brum.
(Parto dopo aver slurp aver fatto colazione, crunch sbriciolato briciole, uff spalmato marmellata sulle fette biscottate per Lui e incidentalmente su qualche mobile whine whine coccolato cinque minuti il cane)

 
Da lì in poi: awuf: al lavoro.
(E quando i sospiri superano i respiri, quella non è una buona giornata.)


Ore - variabile. Ultimamente molto variabile ma mai all'orario giusto: Yeppa! esco dal lavoro.

Ore poi: "Amore, sono a casa, hai già portato fuori il cane per la pisciolata precena?" 
"NO"
Te possino.
Baubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubau baubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubau baubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubaubau
Oliver ha incontrato un altro maschio.
Segue marcatura di tutta la landa conosciuta e raggiungibile con quattro zampe motrici.


E non fatevi ingannare dallo sguardo.
Ve lo sbrana, il vostro doberman.















Dopo un'ora: "Amore, sono a casa, hai per caso pensato alla cena?"
"NO".

Sfiletto la trota.
Porc****: Mi sono rotta un'unghia.
Le variabili comprendono bruciature, tagli, amputazioni evitate per un soffio, liquidi bollenti sparsi senza intenti erotici in vari punti del corpo. Ovvero: preparo la cena.

Dopo cena, porto di nuovo fuori il cane per l'ultima pisciatina.

Prima di dormire verifico speranzosa che il cesto delle cose da stirare abbia capito che non è ospite gradito a casa mia ed abbia emigrato. Constatato che è duro d'orecchi, lo ignoro fino al prossimo strabordo di megliette spiegazzate, e provo a leggere fino a che gli occhi non si chiudono. Di solito mi addormento con il libro sulla faccia. Molto poco erotico.



E poi mi rimprovero tra me e me perchè non sono riuscita a depilarmi le sopraciglia????? 

lunedì 18 febbraio 2013

Era da prima di iniziare la dieta che volevo sentire una cosa simile




"Amore, sembri il manichino della Guess"







1)Ha usato una similitudine.
Dieci punti per essersi avventurato in una figura retorica.



2)Ha usato una similitudine accostandola ad un marchio che mi piace.
Cento punti perchè si è ricordato il brand.
E nonostante le modelle in questione abbiano sempre un po' l'espressione da citofonare Zoccolonis, ho apprezzato lo sforzo.




3)Non ha scelto un marchio per taglie forti, nonostante sulle etichette dei miei pantaloni ci sia ancora scritto un numero alquanto gagliardo.
Mille punti per la delicatezza.



4)Mi ha accostata ad un manichino.
L'apoteosi  del magrume.
Un megatone di punti, tutti su un colpo.




5)Me lo ha detto mentre eravamo immersi in una full immersion di sesso selvaggio.
E questo fa crollare il suo rating al livello della grecia.
Municipio di Sparta, per l'esattezza.





Cercasi con urgenza corso di tantra, seduciosità e secsappil.


mercoledì 13 febbraio 2013

Fat Tuesday: sembra un personaggio di Tim Burton invece era ieri.







Dolci - già dato
Pizza - già dato
Patatine - già dato
Alcool - già dato (quanto mi manchi)
Frutta secca - già dato
Agnolotti - già dato
Aperitivi - già dato
Cioccolata - già dato

Oggi inizia il periodo quaresimale, momento dell'anno in cui ero solita privarmi di qualcosa di molto edibile. (Ruotando saggiamente le privazioni, così da potermi sfondare di caramelle mou nel caso avessi deciso di abdicare all'alcool, o di olive nere nel caso in cui avessi optato per l'astinenza dal cacao) (E mi sentivo ugualmente  in odore di beatitudine, comunque).
Con la storia della dieta mi sono presa talmente avanti che non ho più nulla a cui rinunciare.
Santasubito, è il minimo.

venerdì 8 febbraio 2013

Buongiorno ammmmmooore










e  buon compleanno.










Rinuncio oramai a sperare che l'avanzamento dell'età rechi con se un ampliamento dei tuoi orizzonti spirituali e non solo della tua prostata.
Approfitto però di questo giorno per ringraziarti degli sforzi da te compiuti per rendermi una donna migliore, in grado di controllare la fame (perchè non ha senso sposarti se poi devo chiamare una gru per portarti in braccio sulla soglia), altri tipi di appetiti ("e  se - arf -ci coccolassimo - arf- un po' - arf - panterone???" "Ho sei partite a Ruzzle da finire") ma soprattutto per avermi resa una persona ZEN. Totalmente, incredibilmente, mostruosamente ZEN.

Quindi smettila di sottolineare, quando mi fermo davanti ad una vetrina carica di  completini in pizzo Aubade, che le mie forme si esaltano meglio negli Sloggi a banda larga.
Sono Zen, voli troppo in basso per la mia levatura spirituale.

Puoi anche evitare di dirmi che l'unico modo per dirmelo coi fiori è portarmi a casa una pianta grassa.
Io ascolto e non commento.

Evita pure di soffermarti a guardare i miei piatti corrugando la fronte per la conta calorica che stai compiendo, tanto non riesci più a farmi sentire in colpa. 
I tuoi sguardi muoiono come insetti sul friggizanzare.

Però, caro mio, che il giorno del tuo compleanno tu mi porti a casa, mentre sono al lavoro, quella tipa che hai incrociato per caso sabato sera e di cui mi hai detto peste e corna, la cui moralità viaggia tra la vacca e il troione*,  ex compagna di scuola la cui occupazione risulta essere l'esercizio costante di un certo tipo di muscolatura



al di fuori delle palestre, che manco lavora perchè s'è fatta impalmare diciottenne dal ricco imprenditore che ha mollato immediately after non senza riscuotere i dovuti benefits, che poi scopro contatti su quella diavoleria di feisbuc mal te ne incolga ti esploda in mano un bel giorno tu che hai 5487 contatti tutte femmine giovani taccomunite e uberfigherrime selezionate oculatamente per le foto lascive e luridone del profilo, e questo foro traiano ti risponde anche, perchè con la storia che lavori in proprio il tuo numero di telefono lo hanno anche gli acari - e tu le dai appuntamento per fotografare una collana tua creazione "tanto per averla in foto".

Ti auguro la dissenteria eterna ogni volta che guardi un paio di tette che non siano le mie.
Ti auguro di capire che sono ZenZenZenZen ma questo è anche il rumore che fanno due lame che si affilano.
Ti auguro la fiatella ogni volta che flirti con la prima sciacquetta che vedi.
E lo fai senza motivo, solo perchè sei a tutti gli effetti un coglione, ma un coglione singolo, almeno con due mi ci trastullerei, a ostinarti a crederti un ragazzo quando in realtà dovresti comportarti da uomo.
E nota che io invece, per quanto arrabbiata, delusa e disgustata, sono una donna, di conseguenza ignoro il fatto che non mi hai nemmeno fatto un regalo (uno) per i miei trent'anni (ma ho diffuso ampiamente il verbo in giro, suscitando l'orrore in tutte quelle che mi hanno compatita e passato il numero di cellulare di qualche loro dotato amico tanto per una consolazione un tantinello più concreta), e per il tuo, di compleanno, non solo ti regalo ciò che desideri e ti sei già ordinato, pulciaro bastardo, ma non ti faccio mancare né le paste, né le sorprese, né me stessa, il mio tempo ed il mio amore.

Ti auguro con tutto il cuore di apprezzare ciò che hai.
E nota che di me ne hai tanta.
Tanta.
Localizzata in determinati punti, ma tanta.

Auguri, viscido essere che sei nel mio cuore.


*per dirla con parole gentili

domenica 3 febbraio 2013

Come consola Lui non consola nessuno


MisterDay ha trovato un nuovo passatempo, oltre a quello di  rovinarmi la cena chiedendomi se il mezzo panino sia consentito o meno dalla dieta (No che non è consentito, e allora? Ho passato una giornata in ufficio che vale un barattolo intero de Le dieci erbe ingoiato in un colpo solo, tanto basta per giustificare il reato che compirò alla prossima domanda idiota che farai): l'agguato ai fianchi, nel letterale senso del termine.



E' cominciato una sera sul divano:
"Ho il piede su una roba molle. Ti prego dimmi che sei tu e non c'è Alien steso con noi"
"Sei sulla mia anca"
"Ah. Urca. E dimmi, serve un rilievo geologico o un atto di fede per trovare le tue anche qua sotto? Oppure hai le ossa incredibilmente soffici "
"Sono seduta male, faccio piegoline" (ammazzando così il suo perversio appetitus sexualis per una settimana)

Adesso mi agguanta nei momenti più vari, pizzicando e chiedendo "sempre seduta male?"
Potrei incidere i fianchi e farci dei tasconi, almeno non perderei più le chiavi, ma per il momento l'opzione è chirurgicamente troppo avanzata; me li tengo, e li uso come pongo antristress nei momenti difficili. Un giorno spariranno, come la taglia di reggiseno evaporata coi pochi chili che ho perso (non sono ancora al "ci sta in una coppa da champagne" ma neanche più nel secchiello del ghiaccio, yeah).

E poi stasera siamo passati di fronte ad una vetrina di intimo, e mi ha detto:
"Guarda questa, ha quel meraviglioso filino di pancia che la rende così sexi. Non mi piacciono quelle troppo magre"

Stava parlando di questa qui:


 




Pensare che di panzetta dovrebbe intendersene, saltando ogni tanto sulla mia.
O forse è convinto che porti  una medusa sull'addome, e quella massa non m'appartenga.


Non so se volesse consolarmi, dicendo che apprezza le curve.
Io, tanto per non sbagliare, mi sono consolata con un po' di liquirizie, che funzionano meglio di Lui.



domenica 27 gennaio 2013

Pauerful brein



"Caro, la domanda è facile. Facile. Facilefacilefacilefacilefacilefacile. Davvero. Dai, che almeno un 6 in tutto l'anno lo tiriamo su. Allora, eccoci qua:
Chi rimpiange il poeta nel Pianto Antico?"



Una domanda del genere, in un Liceo, è quasi offensiva, ma la professoressa di Lettere aveva preso a cuore il  caso umano della classe, il compagno M., e provava in tutti i modi  a farlo sentire parte integrante dei normodotati.
        
"Mah. Beh. Bof. Pianto Antico. Piantanticooooo....era dedicata ai figli del poeta"

"Al figlio"

"Ai figli. Quelli sepolti: sei nella terra fredda, sei nella terra nera, dodici morti in tutto"

Ho visto poche volte nella mia vita una faccia cadere, questa è stata una di quelle.


Era la dimostrazione vivente che i suggerimenti  dal fondo della classe non funzionano un gran ché, su certi soggetti:

"Chi fu a rendere immune Odisseo agli incantesimi della maga Circe?"
"Aaaah..uuuh..."

(dal fondo della classe)
"Pssss. Psss. Pssss.Psssss!!! Ermes! Ermes! Eeeermes!"

"Ah. Eh. L'herpes"

Per amor di pace sono sicura che la professoressa abbia finto di non capire.
"Sì. Bene. Ermes. Il cui simbolo è....la....la..."

"Pssss. Psss. Pssss.Psssss!!! La verga. La verga! La vergaaaaa!"

"...la verza?"

E poi si stupiva delle tre/quattro materie rigorosamente da recuperare a settembre.

Non si trattava di una persona che semplicemente non studiava, aveva delle convinzioni incredibili, come quando ha cercato in tutti i modi di sostenere che Didone si era data fuoco sulla pira dove aveva sistemato una foto di Enea.

"Una foto?"
"Sì, professoressa*. Piccola"

Cosa ospitasse allora la sua teca cranica rimane per tutti noi suoi ex compagni un mistero.

Il tocco finale lo aggiungeva il suo pseudonimo,"Monsone", perchè con elegante nonscialans rilasciava le sue opinioni non verbali con frequenza impressionante.


"Suppongo che tu anche oggi non abbia studiato"
"Mi offende, supposta errata"

 Perchè secondo lui i professori non lo capivano, era questa la ragione del suo basso rendimento.


E oggi scopro che è diventato Senior Consultant, per l'esattezza "Project Leader focusing on corporate development eccetera", presso una delle società di consulenza per le quali avrei venduto due reni pur di fare uno stage. Uno stage, mica un lavoro, uno stage.

Lui si percepiva incredibilmente intelligente ed incompreso.
E alla fine qualcuno che lo reputasse intelligente sul serio l'ha trovato.
Da oggi incomincerò a percepirmi un'incompresa taglia 38. Chissà che funzioni anche per me.




 
 
 *che ci crediate o no, la signora è andata in prepensionamento, dopo averci portati alla maturità. Immagino che non fosse più in grado di reggere certi colpi.